Recensione a P. Bianchi, Parlamentarismi nordici, Editoriale Scientifica, Napoli, 2022, pp. 1-314 – G. Santini
Nella manualistica corrente in lingua italiana, relativa alla materia del diritto costituzionale comparato, sono oggetto di approfondimento, per lo più, quelle esperienze che hanno rappresentato un paradigma costante per definire il sistema italiano, lungo l’abbondante secolo e mezzo trascorso dall’Unificazione. Il giurista della Penisola, pertanto, si forma entrando in contatto con alcuni ordinamenti caratteristici, il richiamo ai quali consente di individuare, all’interno della forma di Stato democratico-costituzionale, degli idealtipi di tipo di Stato e di forma di governo. È il caso, naturalmente, della Francia, della Gran Bretagna, della Germania, della Svizzera, degli Stati uniti; a cui molti testi aggiungono la Spagna, il Belgio, l’Austria. Ma questo novero di Stati non esaurisce la rosa delle famiglie giuridiche del mondo occidentale: sullo sfondo rimangono diverse altre realtà, forse più neglette, ma non meno interessanti e decisive per comprendere i formanti della liberaldemocrazia nel quadro del costituzionalismo del XXI secolo.
