Recensione a L. Cuocolo, Diritto dello sviluppo sostenibile, Il Mulino, Bologna, 2025, pp. 1-304 – G. Giorgini Pignatiello
Il prezioso e ricco volume di Lorenzo Cuocolo, Diritto dello sviluppo sostenibile, si colloca in una fase storica nella quale il lessico della sostenibilità ha definitivamente oltrepassato la dimensione meramente politico-programmatica per assumere ormai una consistenza normativa progressivamente più incisiva, fino a configurarsi come uno dei criteri ordinatori delle trasformazioni dello Stato costituzionale contemporaneo e delle dinamiche di regolazione economica multilivello. Proprio per questo motivo, il tentativo dell’Autore di sistematizzare tale fenomeno entro una costruzione giuridica coerente non rappresenta soltanto un contributo manualistico, ma un’operazione teorica che ambisce a ridefinire i confini stessi del sapere giuridico pubblico ed economico nel tempo della transizione ecologica e digitale. Fin dalle prime pagine emerge la consapevolezza che la sostenibilità non possa più essere considerata un settore specialistico del diritto dell’ambiente, né una semplice clausola valoriale priva di immediata operatività, ma debba essere interpretata come principio trasversale capace di incidere sulle categorie fondamentali della normatività, imponendo una riconsiderazione dei rapporti tra crescita economica, giustizia sociale, tutela degli ecosistemi e responsabilità verso le generazioni future.
