Ius migrandi principium dignitatis – N. Colaianni
Il rispetto della dignità dei migranti è il test epocale dell’effettivo, non astratto, riconoscimento dei diritti di libertà. Non esiste, non può esistere, libertà senza dignità. E non esiste, non può esistere, dignità senza una comunità, di “un posto nel mondo che dia alle opinioni un peso e alle azioni un effetto”. Hanna Arendt, prima di svilupparle nelle Origini del totalitarismo, aveva già svolto queste osservazioni in riferimento alla condizione degli ebrei tedeschi, privati della cittadinanza, e rifugiati negli Stati Uniti. Ma tale, ugualmente, in questi primi decenni del nostro secolo è la condizione delle moltitudini di migranti, che bussano alle nostre porte nel disperato tentativo di fuggire dalla fame, dalle guerre, dalle malattie, dalla disoccupazione e dalla miseria dei paesi natii.
Abstract: The right to migrate, although conceived as a right of peoples, has been and continues to be implemented asymmetrically in favor of the European peoples: originally for the purpose of settlement in conquered America and currently for the purpose of limiting or denying settlement in Europe. This essay argues for the implementation of its effective symmetry through the essential connection to the principle of human dignity, affirmed in the main constitutional and conventional charters. An examination of the most recent constitutional and supreme courts case law – in placing on administrations the burden of specific proof of the prevalence of public interests impeding the reception of migrants – confirms the tendency to recognize this freedom as inherent in every human being, not as a member of a given political community, but as such.
Keywords: right to migrate; principle of dignity; security policies.
