Un commento alla sentenza n. 132 del 2025 della Corte costituzionale nel giudizio di legittimità dell’art. 579 del Codice penale e una proposta alternativa – P. Becchi

La Corte costituzionale è di recente ritornata sul tema del fine vita con la sentenza n. 132 del 2025. Il caso riguarda una persona affetta da sclerosi multipla progressiva che si trova nelle stesse condizioni di Fabiano Antoniani e quindi soddisfa le condizioni stabilite dalla Corte stessa per poter accedere al suicidio medicalmente assistito. Non essendo però reperibile la strumentazione necessaria per l’attuazione autonoma del suicidio assistito, vale a dire una pompa infusionale attivabile con un semplice comando vocale, o con la bocca o gli occhi, il giudice a quo ha posto alla Corte la seguente questione: se è già possibile con una mano iniettarsi la sostanza letale perché dovrebbe essere illegittimo farselo iniettare da un medico se non si è in grado di farlo da soli?

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